Archiviazioni mensili: febbraio 2012
I motivi di un cambiamento rimandato a lungo
Come potete vedere, ho cambiato il tema del blog.
E’ stata una decisione molto sofferta, non lo nego.
Sto studiando la storia delle dottrine politiche americane, e spesso mi imbatto nel termine “Conservatore”. In realtà non penso che mi si adatti poi molto, ma scommetto che molti dei miei amici potrebbero dissentire. Chiariamo una cosa: non sono contrario al cambiamento. Ma mi deve offrire qualcosa in più rispetto a quello che ho. Mi oppongo alle tastiere touch-screen dei cellulari, perchè le care vecchie tastiere non hanno nulla che non vada. Non me la sento di chiamare la fecondazione assistita “innovazione”. Penso che sia stupido vendere Diego Ribas per comprare Quagliarella.
Ma non sono un conservatore nella misura in cui abbraccio con vigore le innovazioni che possono migliorare la vita delle persone. Non mi vedrete mai oppormi alle energie pulite, alle automobili che funzionano a maionese (chi era in classe con me alle superiori capirà), a nuovi metodi terapeutici.
E allora, quali grandi innovazioni porta questo nuovo tema?
Innanzitutto mi pare più ordinato: mi ha offerto la possibilità di spostare in fondo alla pagina alcune funzionalità secondarie quali la sottoscrizione via e-mail (siamo realisti: chi mai si abbonerà al mio blog?), la classifica Wikio (che interessa, se pur relativamente, soltanto me) e il blogroll (un dovere, per ricevere un po’ di pubblicità, più che un piacere).
Ma il vero motivo che mi ha spinto a cliccare il tasto “attiva” a questo nuovo tema è la possibilità di aprire alcune nuove sezioni, che ritengo essere indispensabili.
“Libri letti”, “Album ascoltati” e “Film visti”. Nel progetto originario, tutto ciò doveva intitolarsi “Lo Stato delle Arti”. Per ora tutte le pagine sono desolatamente vuote ma si riempiranno, è una promessa.
Non penso che possa interessare a molti, ma serve più che altro a me.
Odio non tenere traccia dell’arte e della cultura che incontro sul mio cammino.
So che il vecchio tema, “Dusk”, vi mancherà: quel suo modo di porsi un po’ gotico, un po’ intimista. Forse era molto più adatto a me, ma necessitavo di questo cambiamento. Consolatevi con l’elegante corsivo dell’intestazione, che mi restituisce il sorriso!
E scusate se a febbraio non aggiorno, ma sono rapito dallo studio intensivo.
