Stupido + Lontano da qui
Stupido
come piangere un raccolto inesistente
avendo piantato a dicembre
come lamentarsi dell’acqua gelida del mare
tuffandosi a Natale
o desolarsi se sotto l’albero non hai regali
sotto il sole cocente di agosto.
Stupido come non sapere
quando è inverno e quando è estate:
quando sarà la stagione di noi?
******
Cosa conta l’amore
in una società in guerra?
Cosa conta la stoica resistenza
in un mondo che, nel suo precario incedere,
si affida solo al caso?
Cosa conta sperare
quando i cuori dell’umanità
sono putrescente ammasso
in luogo invisibile e ben chiuso?
Tieni stretto il tuo bambino
col terrore negli occhi
e cerca di portarlo
lontano da qui.
Il buon Samaritano oggi
Dice Gesù, vangelo di Luca: Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ lo stesso.».
Il buon Samaritano ritorna ai giorni nostri. Sfortuna vuole che debba proprio capitare a Cuneo: entrando nella città, non può non chiedersi chi sia questo “Duce” acclamato a grandi caratteri su una casa. E’ sorprendente pensare a quante risposte diverse potrebbe avere chiedendolo a persone diverse.
Il buon Samaritano non sa che il martedì c’è il mercato a Cuneo.
Addentrandosi nel centro, tra le tante bancarelle colorate, ecco che un violinista lo allieta con una dolce melodia. “Tieni, buon uomo”: e gli allunga cinque Euro. Il violinista gli concede un inchino. Poco più avanti, ecco un uomo con una chitarra: per non esser da meno, il Samaritano allunga un biglietto anche a lui.
Solo che dopo pochi metri, gli si presenta l’ennesimo suonatore: evidentemente, Cuneo deve avere molto a cuore la musica. E giù altri cinque Euro.
Finiti i musicisti, inizia il girone dei genitori: cartelli sudici informano i passanti che il poveretto in questione ha tre, quattro, cinque figli. Lavoro non se ne trova. “Poveretti”, pensa il Samaritano, “Almeno i musicisti hanno un mestiere. Sarà bene che allunghi a loro almeno dieci euro, giacchè abbiano da mangiare a pranzo”.
Solo uno di questi ringrazia, gli altri si limitano a bofonchiare qualcosa di incomprensibile. Il Samaritano non sa che uno di loro userà i soldi per comprarsi le sigarette, che vengono ben prima del pane nella scala delle priorità. L’altro spenderà la cifra per un buon vino. Uno, bontà divina, li spenderà per dar da mangiare ai figli: è d’altra parte l’unico dei tre ad averne.
La voce inizia a girare: c’è un fesso che regala soldi a tutti! Quattro studentelli che devono aver tagliato scuola gli si parano davanti e gli dicono: “Hai tanti soldi per gli straccioni, vediamo un pò se ne hai anche per noi!” e iniziano a spintonarlo e deriderlo. Il Samaritano non capisce, riesce a malapena a divincolarsi e se ne va molto confuso. Molti uomini stanno passando accanto ai mendicanti senza dar loro una mano. Sono sacerdoti? leviti? Studenti? Operai? Nonni? Bambini?
Dopo l’incredibile attrazione del (venghino signori venghino) uomo con un dito solo per mano, Cuneo serve il suo piatto forte al buon Samaritano: è un uomo a cui mancano entrambe le gambe! Cuneo è in tripudio per lui, la nostra attrazione, il nostro gioiello! Signori e signore, venite TUTTI a vedere quel poveraccio, abbandonato a terra come un oggetto! Hanno avuto il buon cuore di mettere a terra un panno, e appoggiarvelo come si potrebbe fare con uno gnomo di gesso! Il cuore non sa se straziarsi o cos’altro: ormai siamo abituati a tutto! L’uomo fissa la gente implorante, agitando le braccia come un predicatore dell’apocalisse. Sembra quasi un trucchetto da quattro soldi: il taglio all’altezza dell’addome, dove la pancia innaturalmente incontra la terra, è così perfetto e lineare! Altrimenti non potrebbero appoggiarlo lì senza che cada. sembra che le gambe le abbia eccome, e che se ne stia in una botola seminterrata. Solo che non è così.
Il buon Samaritano corre verso quell’uomo, che si spaventa e a momenti cade. “Vieni, buon uomo, ti troverò una sedia a rotelle e ti porterò in un albergo: lì avranno cura di te!”. L’uomo mastica motlo male l’italiano, prova solo a ribattere: “Io no può. Lascia me stare. Dà a me soldi, no altro.”. Ma il Samaritano insiste, vuole portarlo via. Un capannello di persone si è creato lì intorno. “Lascialo perdere, scemo. Lo portano qui ogni tanto… non cacciarti in un guaio. Quella è gente pericolosa!”. Il Samaritano non capisce. “Ma come? Di cosa state parlando?”. “Mica penserai che sia una sua scelta? Ci sarebbe l’assistenza dello Stato per persone così. Ma qualcuno preferisce lucrarci sopra, con le elemosine…”. Il poveretto non capisce quasi nulla, si limita ad annuire.
Il Samaritano se ne va disorientato.
Il suo portafoglio è completamente vuoto, non ha nemmeno di che mangiare!
Si siede e chiede l’elemosina.
Nessuno si ferma. D’altra parte, ci sono più mendicanti che bancarelle.
Non sa proprio che pensare, si sente male. In fondo ha solo fatto il suo dovere di buon Samaritano. E si trova povero e sbeffeggiato.
Arriva la sera. Due grandi uomini con gli occhiali scuri caricano su una macchina il poveretto senza gambe, con la delicatezza che si compete per un vaso di porcellana ma quello è un uomo, buon cielo, non un vaso, un uomo!
Il buon Samaritano si lascia Cuneo alle spalle, salutando questo Duce che non sa chi sia. Magari è il sindaco della città.
Non crede di aver imparato qualcosa da questa parabola, da questa città, da questa giornata.
Ammesso che ci sia, qualcosa da imparare.
Se saprai guardare oltre
Amico mio, amico mio carissimo…
Forse quello che stai vedendo di me non ti piace poi molto.
So che a volte ti senti tradito, e che a volte mi consideri un ipocrita, e che a volte arrivi ad odiarmi fino al punto che vorresti uccidermi.
E io questo, voglio che sia chiaro amico mio carissimo, lo capisco.
E non voglio dirti che hai torto, e che io ho ragione. E che tu sei lo scemo che non si è accorto di niente, ed io sono quello sensibile e buono.
Siamo tutti cattivi. Siamo tutti buoni. Siamo tutti vittime (…non lo siamo forse tutti?) e siamo tutti carnefici.
Io non sono, e non mi credo, migliore di voi.
Ma se saprai guardare oltre, non vedrai solo il riccio chiuso e spocchioso che non esce con te perchè preferisce guardare la partita.
Forse capirai che quello scemo, che poi si dà tante arie, ha in realtà così tanta paura del fallimento da avere terrore di uscire con un gruppo più numeroso di tre o quattro persone.
E non sempre fa quel che vorrebbe… ogni tanto fa solo quel che riesce.
E nella sua testa c’è un gran casino: no, non è arroganza. Non sto dicendo, amico mio carissimo, che nella tua testa non ci sia casino. So che ognuno di noi ci lotta contro. Solo che tu sei molto bravo a farlo rimanendo nel gruppo. Io proprio adesso non ce la faccio.
E me ne dispiace.
Ma so che tu guardi oltre. E tutto questo lo capisci, scriverlo sul blog è solo un inutile ridondanza (e poi chissà se lo leggerai)
Ti voglio bene
tanto bene
più di quanto ne dimostri
spero che tu lo sappia
Crolla tutto ed io son morto e nessuno se n’è accorto…
Novembre
Cadono le foglie sul viale frusciante
Malinconiche e mute
Non possono dirci se sono grate all’albero
Per la vita che hanno ricevuto in estate
O se lo sono per quell’ultimo, splendido
Volo autunnale…
Continuando a nonprosare perchè non si ha la forza di prosare
I BACI NON ESISTONO
Esita,
cerco di sottrarre la mente
all’accozzaglia di finta poesia
che vile la aggredisce.
Spero che le labbra
sappiano seguire nel nulla il pensiero
e una volta tanto tacciano.
Esita,
ed esito anche io:
in silenzio ci guardiamo
e se i baci davvero esistessero
adesso ne servirebbe uno.
*******
Geroglifico immaginogeno
più ti guardo e più mi perdo
nella gentilezza del tratto
nella straordinarietà della tua forma.
e vorrei sapere tutto di te:
il tuo significato più nascosto,
quale mano ti ha disegnata e perchè.
Ma sono pensieri troppo lontani da me:
distanti nel tempo, opposti in luogo ed anima.
Quel che posso fare è guardarti,
quel che posso sognare è capirti.
Nonprosando alla grande
DISTURBIA
Così il mio Dio si chiamerà Follia
e a Lui tenderò la mano
bramoso di bere
dalle sue schiumanti labbra.
Ed il mio demone sarà Pensiero
violento inseguitore
demonio da caccia sul mio sentiero,
mi fiuterà il sommesso odore di lucidità.
Gustoso nettare avrà nome Confusione
adorante ne berrò avido
terrà lontano il cacciatore sulla via
e mi farà dormire ubriaco nudo e stretto a Delirio.
********************************************************
20 (Venti)
Sciogli con illogico calore
la mia gelida razionalità.
Tanto più a lungo l’ho congelata
tanto più calore emanano le tue gambe.
Se con molto impegno creo freddo intorno a me,
Tu con troppa naturalezza porti il Sole.
Di ghiaccio restano soltanto i miei piedi,
perchè io non possa scappare da quell’abbraccio che cerco.
********************************************************
Polvere
I miei fallimenti regressi,
e le mie vittorie minuscole,
e le trasgressioni infinitesimali,
i miei pensieri infantili,
e le pulsioni represse…
tutto condensato e ristretto
nelle tue mani enormi ed espressive
come un minuscolo insetto
il cui destino è affidato al tuo volere…
Solo Fango
Sprofondato sepolto
Obliato nel fango
Lontano da sguardi
Gentili o indiscreti.
Volto, rivolto verso il nucleo
Mangiando fango
Respirando fango
Vivendo fango
Calpestalo
E spingilo un pò
Lontano dal cielo tiranno
Che non abbia a respirare più
Se ti dicessi che…
Se ti dicessi che puoi sempre trovare una speranza… ti starei mentendo.
Se avessi fatto anche mille chilometri per venirti a dire che con la tua grinta e determinazione puoi girare ogni situazione a tuo vantaggio, avrei fatto mille chilometri per venire a prenderti in giro.
Ci sono situazioni semplicemente negative, per le quali tu non puoi fare esattamente nulla.
No, quelle che ti hanno detto gli eroi della tv sono solo cagate.
Ci sono cose contro le quali non puoi fare altro che soccombere.
Ad esempio le malattie senza cura in fase terminale. Andresti da un vecchio rimbambito e morente a dirgli che con la grinta e la determinazione può guarire, ringiovanire, e magari vivere altri cent’anni?
No, non lo fareste. E quando voi stupidi ragazzini dite cose come “Se ce la metto tutta ce la farò senza dubbio” o “Basta volerlo e tutto è possibile”… non so se dovete farmi tenerezza o pena.
Ogni tanto basterebbe arrendersi.
Sai qual’è il guaio?
Che il più delle volte non sai se la situazione in cui ti sei cacciato è senza via d’uscita oppure no. Non lo puoi sapere, se sei nella condizione del malato terminale oppure no.
Quindi mi spiace dirtelo, ragazzo mio, ma nel dubbio ti tocca lottare.
O dovrai fare i conti più tardi con rimorsi e sensi di colpa. Peggio.
Meglio lottare.
Nel dubbio, meglio non arrendersi.
Frase sdolcinata, Agenda Setting, Resoconto di un pezzo di vita qualunque
-Ho fatto un sogno bellissimo… eravamo io e te, e tutto il mondo era nostro: città intere, macchine, barche, lusso… non è bellissimo pensare che lo stiamo realizzando? -Ah ah… non so quanto riusciremo a mettere da parte io e te… -Ma no… quella era la parte più marginale del sogno, il contorno… la cosa importante è che SIAMO IO E TE! (Ah ah ma come mi sono ridotto? Non so quando mi è venuta in mente questa buffonata, ma ammetto che era un pezzo che volevo pubblicarla! Non mi riguarda eh… niente di nuovo sul fronte occidentale…)
****
Voglio mettere in guardia tutti i lettori del blog da un potere straordinario che hanno i media: l’agenda setting. E’ una cosa che ho già studiato per quasi tutti i miei esami di sociologia… E in realtà è una cosa abbastanza intuitiva, ma se la cosa fosse sfuggita a qualcuno di voi, è importante che lo sappiate. I media decidono di cosa NOI dobbiamo parlare. Decidono anche di che cosa la politica si debba occupare ma… questo non ha la stessa importanza. La cosa devastante è che i media decidono di cosa NOI dobbiamo parlare. Decidono su cosa dobbiamo farci un’opinione e su cosa no. Decidono i motivi per i quali demagogicamente ci azzufferemo al bar. E succede in ogni ambito. Pensateci. Abbiamo iniziato tutti a parlare di violenza sulle donne, perché l’hanno deciso i media. E parliamo di violenza sugli omosessuali , per lo stesso motivo. A nessuno di noi importa un fico secco del problema del fumo, perché i media hanno deciso che non è poi così importante. Neanche della perdita dei valori, perché è un argomento marginale. Parliamo di calcio tutto il giorno, mai di pallavolo. A nessuno di noi interessa che Button abbia vinto il mondiale di F1 (per la verità non tutti lo sanno). E non conta che il mondiale abbia avuto dei problemi… state pur certi che se, a parità di condizioni, il titolo iridato fosse andato alla Ferrari, ce ne staremmo tutti con bandiere rosso bolscevico appese ai balconi. I media hanno un potere devastante. E la maggior parte dei media italiani sono in mano ad un cretino (i restanti sono perlopiù in mano ad altri cretini). Occhio, ragazzi. Usate Internet (se siete qui e non siete miei amici intimi, probabilmente già lo state facendo). State attenti all’agenda setting, o qui ce lo mettono tutti dove non batte il sole…
****
Per il resto che dire? Iniziato oratorio, e ne sono decisamente contento. Ancora per un anno, attivo su due fronti: giovanissimi e medie (esperienza inedita, quest’ultima). Ottimi gruppi di lavoro, possibilità di un anno fantastico. A scuola si prosegue, ormai praticando la via del non frequentante per far coesistere diverse esigenze… quest’estate e nella sessione autunnale ottenuti successi meritati, ma per certi versi inaspettati. Media alta, più o meno a posto con gli esami. Certo, poi verranno le lingue straniere a rovinare l’idillio, ma per ora è meglio non pensarci. Sportivamente un disastro: che fatica questa Juve, e che fallimento il fantacalcio. Sono già contento di non essere ultimo, ma potrei rimediare eh… a meno che qualcuno tolga il malocchio dai miei attaccanti. Mascara e Paloschi hanno dimenticato le loro ottime performance? Magari non dite loro che li ho comprati, potrebbero anche rintracciarmi, credere che porto sfortuna e farmela pagare. La Juve… che dire. Mi sta regalando tanti momenti di pathos, ma adesso vorrei anche qualche vittoria. E’ triste essere ancora ad ottobre ed essere già qui a parlare di partite che vanno vinte a tutti i costi. Prossimi appuntamenti: domani col Maccabi, nel weekend col Siena, mercoledì prossimo con la Samp. Tutti incontri fondamentali. Letto libri abbastanza belli, tra cui spicca il classico tomo di Stephen King (“Al Crepuscolo”). Poco attivismo nel cercare e vedere film, ed è un peccato perché ne stanno uscendo alcuni che potrebbero anche essere interessanti. Uno su tutti, “Bastardi senza Gloria”. Poi che altro posso dirvi? Tra l’altro… perché state leggendo questo intervento noiosissimo? Vi prego, ciccate su “Articolo casuale”… di peggio non vi può uscire! Ah già, la musica. Pazzesco a dirlo, ma non riesco ad ascoltarne quantità industriali come facevo fino a pochi mesi fa. Fa fatica ad andare giù. Anche a scoprire chicche come il disco di Brunori S.a.S. Ma a questo sono quasi sicuro che rimedieremo il 31, quando uscirà il nuovo del Teatro degli Orrori. Aspettative davvero alle stelle. Poi non so perché ma ho tanta voglia di roba nuova dei Marlene Kuntz, ma ho l’impressione che bisognerà aspettare ancora un bel po’. Non mi pare ci sia molto altro da dire sulla mia vita, quindi passo e chiudo. Ah, se avete letto fin qui, potreste anche lasciare un commento, eh, che fa sempre piacere. Anche solo un “Ciao Paolo”, un “Ti voglio bene Paolo”, un “Ma tu chi c**zo sei?” o un sempreverde “…”.
Pro-Ana (No, non sono Pro-Ana. Voglio solo dare un’opinione)
Si chiamano “Pro-Ana” e il web ne è pieno.
Sono blog o siti che osannano l’anoressia, frequentati da ragazze anoressiche o che (!) vorrebbero diventarlo. E quando li visito, perché non mi nascondo da tutto questo, mi viene una tristezza infinita.
Alcuni dei commenti che vi si possono trovare:
“Meglio magra che in salute”
“Ho perso 2 chili in 4 giorni, ma so che posso fare di meglio”
“La dieta perfetta è di 600 kcal al giorno”
Una ragazza poi si esalta dicendo che dovrebbe essere sulle 200 kcalorie.
La prima tentazione è denunciare il tutto alle autorità competenti, dato che questi siti sono illegali (istigazione al suicidio). E a volte lo si fa.
Poi c’è la rabbia, perché purtroppo io sono un tipo che davanti a queste cose si arrabbia. Verrebbe voglia di spaccare loro la testa. Perché pubblicando (e pubblicizzando) questo loro stile di vita, istigano altre ragazze a seguirle. Si scambiano consigli su come vomitare per bene tutto, se qualche “bastardo” le costringe a mangiare. E allora si rischia di finire come le centinaia di idioti che vanno su questi siti riempiendo quelle ragazze di insulti. Dicendo loro di farsi curare. Sacrosanto, ma magari detto con meno arroganza sarebbe meglio.
Così alla rabbia segue lo sconforto. Le lacrime. Sapere che è deleterio che si incontrino sul web, si scambino consigli, foto, “pesature”. Bullandosela dei chili persi, pubblicando foto obbrobriose di corpi ormai ridotti allo stremo. Sapere che non ci puoi fare niente.
La delusione di vedere come la loro malattia diventi per loro un’amica, subdola ed infida ma pur sempre un’amica. E la chiamano affettuosamente “Ana”, e si prodigano in frasi come “Ana è la mia vita”, “Ana ti adoro”, “Ana ti prego non abbandonarmi”.
Ed è così triste. Perché scommetto che molti di voi sanno che una cattiva amicizia è a volte più pericolosa di una malattia. Perché dalla malattia puoi cercare di curarti, da un’amica non vorresti separarti mai.
E curarsi diventa impossibile, ed ecco nuove vittime di un mondo cattivo, cattivo, cattivo.
Chi ci impone modelli di persone magrissime. E non solo. Che ci impone modelli senza religione, modelli che si drogano e cedono a tutte le dipendenze. Modelli distanti da qualsiasi etica.
E non rimane posto per chi è debole.
Ogni tanto faccio il duro anche io e stupidamente auguro l’estinzione a tutti i deboli. Non lo penso mai veramente, non sono così cattivo. E spesso odio i deboli solo perché so di non poter fare nulla per loro, e odio vedere sulla mia faccia questa sconfitta così dolorosa.
Io non voglio l’estinzione di queste ragazze, voglio la loro felicità, che nonostante quel che credono, non troveranno in una taglia impossibile da raggiungere, in un peso lontanissimo dal loro peso forma.
E in un certo periodo una persona molto dolce e buona aveva questo tipo di problemi. E non so se frequentava questo tipo di siti, ma non credo. Era chiusa ed io non ero così tanto suo amico da potermi intromettere più di tanto. E lei si allontanava dalle sue vere amiche, che cercavano di saperne di più, di darle una mano. Ed io le voglio bene. E spero che ora questo sia solo un ricordo per lei, e che sia più forte. Tutto quello che avrei sempre voluto fare non era criticarla, “costringerla” a mangiare, denigrarla (come molti imbecilli facevano con lei). Nemmeno capirla era poi così importante per me (sarebbe stato impossibile e arrogante pretendere di capirla del tutto, da parte di chi ne è fuori). Quello che avrei voluto fare, e che vorrei fare con tutte queste ragazze (sono tante) (il più famoso blog pro-ana ha sempre almeno una ventina di persone connesse contemporaneamente, anche il sabato notte all’una)…
È abbracciarle forte. E cercare di comunicare con quell’abbraccio che il mondo non è solo fatto di giudizi negativi, violenti, pronti a metterti in croce se hai qualche chilo in più (o in meno).
La vita a volte è davvero, davvero cattiva.
Povia, testo della canzone “Mia Sorella”, vincitore della XIV edizione del Premio Città di Recanati (oggi Premio Musicultura)
Mia sorella che si fida ad occhi chiusi della gente,
mia sorella più guadagna amore e più ne spende,
telefona... rimurgina e da la colpa a se.
Mia sorella avrebbe avuto un figlio a 17 anni,
mia sorella che si sveglia tardi dai suoi sogni
e poi telefona..rimugina...lei non aspetta principi,
le labbra di crem caramel e la sua solitudine....!
Mia sorella è pazza e mangia e più che mangia e più che è sola
poi si chiude in bagno, tira l'acqua e mette un dito in gola.
Mia sorella mi assomiglia e io lo so che cosa prova
perchè mia sorella in questo mondo non si trova.
Vuole avere ragione, vuole vincere lei, vuole essere sicura
perchè mia sorella è forte solamente quando ha paura,
perciò telefona...rimugina, non sa quant'è bellissima
ma il volto le si illumina solo di notte al frigorifero!!!!
Mia sorella parla, parla e non fa dire una parola,
ride solo per dispetto e solo il pianto la consola...
Mia sorella gioca in porta su una spiaggia che mi sembra ieri
certe volte è ancora una bambina coi braccioli!!!!!!!
Ma mia sorella è mia...e un giorno si innamorerà
ed io dopo con chi litigo e chi mi mancherà?!!
Si, mia sorella è mia....
Mia sorella....mia sorellla...
Mia sorella è stanca e mangia e più che mangia e più che è sola,
poi si chiude in bagno ed io l'aspetto con il cuore in gola,
Mia sorella che mi tira le parole le ciabatte
ma poi vuole ancora il bacio della buonanotte.....!!!!